La nostra è una cantina con una storia di famiglia costellata da imprese audaci compiute da persone normali, forse solo un po’ più appassionate e temerarie del comune.

Guido Cocci Grifoni ha piantato i semi: fare imprese audaci, ricercare bellezza, perseverare nell’obiettivo, essere generosi condividendo con gli altri saperi e pratiche. Avere cura del pezzetto di mondo in cui siamo.

E così abbiamo fatto. Ciascuna di noi a modo suo.

Per esempio è impossibile sfuggire ai commenti taglienti di nonna Diana, quando ci bacchetta se usiamo parole inglesi al posto di quelle bellissime italiane, ma è altrettanto impossibile sfuggire alla sua dolcezza e alle sue marmellate buonissime. Marta e Camilla ti accolgono con energia e sorrisi che sciolgono qualunque giornata storta. E Marilena è stabilità e concretezza.

Insieme noi – Diana, Marta, Marilena e Camilla – e tutte le persone che gravitano attorno alla nostra cantina: siamo Tenuta Cocci Grifoni.   

L’anno ufficiale di nascita della nostra cantina è il 1933, e forse ne abbiamo qualcuno in più, all’epoca la burocrazia aveva altre forme. Ma è nella seconda metà del secolo scorso che le cose si fanno più personali. Guido Cocci Grifoni si mette alla ricerca di un vitigno di cui si stavano perdendo le tracce: il Pecorino. Da quel momento in poi cambia la storia della viticoltura locale e anche quella della nostra cantina.

La traccia dei sogni ardimentosi e audaci di Guido Cocci Grifoni è visibile nei progetti che tuttora portiamo avanti, come quello di investire nei vitigni resistenti e di fare accoglienza in terrazza e ospitalità nel centro di un bel niente. Vienici a trovare.

C’erano una volta, un uomo, un vitigno e una terra

La questione geografica

Il Pecorino è un vitigno che attraversa la zona di Offida nelle Marche e il vicino Abruzzo. Ci sono differenze tra i vini ottenuti nelle due regioni. Le condizioni pedoclimatiche influenzano il prodotto finale. Nelle Marche, il sole, la brezza marina e i Monti Sibillini creano condizioni speciali perché questo vitigno regali sensazioni uniche e ricercate.

Cenni Storici

La zona del Piceno era conosciuta già al tempo dei romani come vocata alla produzione vitivinicola. E il Pecorino è un vitigno antico che risulta presente un po’ in tutto il territorio marchigiano, specialmente nella parte sud.

Dalle bacche piccole e rade e dalla scarsa resa, il Pecorino non è mai sceso a compromessi, non ha accettato di adeguarsi al cambiamento ed è rimasto fedele alle sue caratteristiche. Tutto questo l’ha portato molto vicino all’estinzione.

A metà Ottocento, momento critico in cui la fillossera ha distrutto quasi tutti i vigneti d’Europa, erano presenti tracce di vigna specializzata solo nei dintorni di Arquata del Tronto (AP), a quel tempo zona remota e interna. L’altitudine di 700 metri slm ha protetto il Pecorino dalla temibile fillossera.

Nel 1982 Guido Cocci Grifoni viene a conoscenza di un vitigno antico: il Pecorino.

Si mette sulle sue tracce.

È l’unico a intravedere le potenzialità di quest’uva dal grappolo un po’ ammosciato (da qui uno dei suoi nomi, ma ne parleremo più in là).

Contro l’opinione comune, trova le viti originali in una vigna semi abbandonata di Arquata del Tronto (AP). Innesta alcune viti nei suoi terreni e condivide conoscenze e piante con gli altri agricoltori della zona.

Il momento della svolta

Dopo aver innestato alcune piante, tra il 1984 e il 1990 Guido Cocci Grifoni porta avanti diverse sperimentazioni per vedere quale è il terreno più vocato, accorgendosi che il Pecorino predilige terreni collinari e freschi. A oggi esiste ancora il primo vigneto di piante madri realizzato nel 1987 e ha un’esposizione a nord-ovest.

In purezza

Le scelte di Guido sono audaci. Per l’alta gradazione e l’elevata acidità, il Pecorino era visto da molti come migliorativo del Falerio – blend di vini bianchi – ma Guido ne propone una versione in purezza.

Quello che lui realizza è un prodotto intenso e autonomo. Descritto come un bianco potente, opulento, caldo, dalle caratteristiche di un rosso, i cui profumi di frutta si elevano con il tempo, e sono equilibrati i gusti minerali.

Con appena 1800 bottiglie, il Pecorino fa il suo ingresso sul mercato nel 1990.

Nei dieci anni successivi, in cui la produzione commerciale fa capo esclusivamente a Tenuta Cocci Grifoni, e a seguito dei riscontri positivi, le peculiarità del vitigno iniziano a destare l’interesse anche di altre aziende invogliandole a intraprendere la produzione. Il Pecorino è un modello di attenzione alla terra e rappresenta un patrimonio di tipicità di un terroir di fattori unici e irripetibili.

La sua riscoperta è il simbolo della tradizione e del sapore di un territorio da conoscere, condividere e rispettare.

Curiosità

Il Pecorino regala anche un’altra deliziosa chicca a chi, oltre al vino, ama il sapore delle parole: il suo nome.

Pecorino probabilmente ha a che fare con il fatto che le pecore, al pascolo nei tratturi, mangiavano volentieri le sue dolci bacche. Prima che questo fosse riconosciuto come nome ufficiale, il vitigno era chiamato in diversi modi: vissanello, mosciarello (per via della forma del grappolo), mosciolo, promotico, vecià.

A un certo punto, tutti questi sinonimi sono spariti e il vitigno è stato universalmente chiamato: Pecorino.

Vuoi saperne ancora?

C’è un libro che ne parla:
Vino PecorinoScoprire, degustare e abbinare un grande vino italiano.

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